«LA NOVITÀ DEL VANGELO NON AMMETTE IMMORALITÀ, IPOCRISIA E DOPPIA VITA»
di Antonio Sanfrancesco
Francesco a Santa Marta ricorda che il messaggio di Cristo «trasforma l’uomo nella sua interezza». E avverte: «La strada del cristiano è il martirio. Siamo guardati dal grande accusatore che suscita gli accusatori di oggi per prenderci in contraddizione».-
Non bisogna «annacquare l’annuncio del Vangelo» con immoralità, ipocrisia e doppia vita. Papa Francesco celebra la messa a Santa Marta e commenta le dure parole di rimprovero tratte dalla prima Lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi: “Fratelli, si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani. Ma voi siete cristiani e vivete così?”. L'apostolo, sottolinea il Papa nell'omelia, è molto arrabbiato con loro, che si vantavano di essere dei «cristiani aperti» e in cui «la confessione di Gesù Cristo andava di pari passo con un’immoralità tollerata». Paolo ricorda che il lievito fa fermentare tutta la pasta e che ci vuole un lievito nuovo per una pasta nuova.
«La novità del Vangelo, la novità di Cristo», è la riflessione di Francesco, «non è soltanto trasformare la nostra anima; è trasformare tutti noi: anima, spirito e corpo, tutti, tutto, cioè trasformare il vino - il lievito – in otri nuovi, anche tutto. La novità del Vangelo è assoluta, è totale; ci prende tutti, perché ci trasforma da dentro a fuori: lo spirito, il corpo e la vita quotidiana».
Il Papa osserva che i cristiani di Corinto non avevano capito la novità totalizzante del Vangelo che non è un’ideologia o un modo di vivere sociale che convive con le abitudini pagane. La novità del Vangelo è la Risurrezione di Cristo, è lo Spirito che ci ha inviato “perché ci accompagni nella vita”. Noi cristiani siamo uomini e donne di novità, afferma il Papa, non delle novità: «E tanta gente cerca di vivere il suo cristianesimo “delle novità”: “Ma oggi, si può fare così; no, oggi si può vivere così … “. E questa gente che vive delle novità che vengono proposte dal mondo è mondana, non accetta tutta la novità. C’è un confronto fra “la novità” di Gesù Cristo e “le novità” che il mondo ci propone per vivere».
LA CHIAMATA DI GESÙ È UNA CHIAMATA ALLA NOVITÀ
La gente che Paolo condanna, continua il Papa, «è gente tiepida, è gente immorale, è gente che simula, è gente formale, è gente ipocrita». E ricorda che «la chiamata di Gesù è una chiamata alla novità». Poi conclude: «Qualcuno può dire: “Ma, padre, noi siamo deboli, siamo peccatori …” – “Ah, questa è un’altra cosa”. Se tu accetti di essere peccatore e debole, Lui ti perdona, perché parte della novità del Vangelo è confessare che Gesù Cristo è venuto per il perdono dei peccati. Ma se tu che dici di essere cristiano convivi con queste novità mondane, no, questa è ipocrisia. Quella è la differenza. E Gesù ci aveva detto nel Vangelo: “State attenti quando vi diranno: il Cristo è lì, è là, è là …. Le novità sono questo: no la salvezza è con questo, con questo …”. Cristo è uno solo. E Cristo è chiaro nel suo messaggio».
LA STRADA DI CHI SEGUE CRISTO È QUELLA DEL MARTIRIO
Gesù però non illude chi lo vuol seguire e Francesco alla domanda: “Ma com'è la strada di coloro che vivono “la novità” e non vogliono vivere “le novità”? ricorda come finisce il brano del Vangelo di oggi e cioè con la decisione di scribi e dottori della legge, di uccidere Gesù, di “farlo fuori”. «La strada di coloro che prendono la novità di Gesù Cristo è la stessa di Gesù: la strada verso il martirio», avverte il Papa. Martirio non sempre cruento, ma quello di tutti i giorni. «Noi siamo in strada e siamo guardati dal grande accusatore che suscita gli accusatori di oggi per prenderci in contraddizione». Ma, conclude, non bisogna negoziare con “le novità”, non bisogna «annacquare l’annuncio del Vangelo».
da www.famigliacristiana.it
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